Rottamazioni e magia. Fondi quasi finiti.

Rottamazioni e magia. Fondi quasi finiti. 1

Ed eccoci arrivati al “day after”. Riaperta la possibilità di ricevere le prenotazioni degli ecoincentivi statali al 1 Settembre, alle ore 11.00 del 2 Settembre rimangono disponibili poco più del 50% del fondo stanziato dal “Decreto Agosto” che rifinanziava il bonus di 50 milioni assegnati alle auto a basse emissioni ma con motore “tradizionale”, termico (Benzina, diesel Metano, GPL, ibrido sotto i 110 g/km di C02 )

Al momento in cui scriviamo restano disponibili 58 milioni, sui 100 resi disponibili per l’acquisto di auto ad emissione 90-110 g/Km ovvero la stragrande maggioranza delle vetture che possono usufruire di questi incentivi, e soprattutto, le auto con fascie di prezzo che possono permettersi persone con redditi medi e bassi. Danno il diritto di ricevere 1500 € dallo stato + 2000 € di sconto obbligatorio dal concessionario a fronte della rottamazione. Finiranno, in due tre giorni prevedibilmente.

Poi ci sono al momento 135 milioni per la fascia 61-90 g/km, che danno diritto a 1750€ dallo stato + 2000 € dal concessionario ma che coinvolgono pochissimi modelli a motore tradizionale o ibrido. Comprende una serie di gamme di city car a benzina ibride o a gasolio, ma in pochi allestimenti.

Ma i fondi per le auto elettriche e ibride plug-in, di fascia di reddito più elevata possono contare ancora per 230 milioni complessivi al momento in cui scriviamo, e riguardano una fetta di facoltosi automobilisti che l’anno scorso assommava a circa il 2% degli acquisti complessivi. E qui si parla di 10.000€ complessivi per la rottamazione, di cui 8000€ a carico dell’erario (auto elettriche).

Avremo in soldoni questa situazione: per le auto a portata di mano della gente i fondi saranno esauriti fra 3 giorni. Per quelli a disposizione dei redditi elevati dureranno probabilmente sino a fine anno, ed una quota è già rifinanziata per il 2021.

E’ una scandalosa piramide sociale rovesciata. Il precario con la Panda 69 cv (che non ha diritto a incentivi) che finanzia l’acquisto dell’auto elettrica da parte di chi può permettersi vetture da 40 o 60.000€.

Una piramide che trascinerà nel baratro anche una parte del mondo automotive, se non viene invertita la rotta.

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