Partite le Rottamazioni

Partite le Rottamazioni 1

Sono partite dal 1 Agosto le Rottamazioni predisposte dal Decreto Rilancio.

Come annunciato dal Ministero Sviluppo Economico (che gestisce questa misura), in 2 ore sono state prenotate 3000 incentivi.

Va ricordato che nel Decreto rilancio ci sono 2 misure distinte e complementari riguardo le Rottamazioni:

1) ha istituito ex-novo le rottamazioni e gli incentivi all’acquisto senza rottamazione per i motori tradizionali “a basse emissioni” (emissioni di CO2 inferiori a 110 g/km)

2) ha previsto un innalzamento di incentivi e Rottamazioni per Elettriche e Ricaricaribili, già in vigore con apposita legge dal 1 Gennaio 2019

Con i chiarimenti rilasciati dal Mise il 1 Agosto si possono calcolare i benefici per l’automobilista secondo questo schema

Emissioni CO2Contributo con Rottamazione fino Euro 4 di almeno 10 anniContributo senza rottamazione
0-20 g/km (elettriche)10.000 €6000 €
21- 60 g/km (ricaricabili)6500 €3500 €
61 -110 (g/km) (tutti i motori che rientrano)3500 €1750 €

Nel contributo con Rottamazione sono compresi 2000€ a carico del Concessionario che aderisce, mentre per il contributo senza Rottamazione sono compresi 1000€ del Rivenditore.

Elettriche e Ibride Ricaricabili che usufruiscono degli incentivi devono avere un listino massino di 61.000€, le altre 48.800

Il Mise ha finalmente chiarito la questione Euro 4 / Euro5 : le auto (M1) da rottamare devono avere almeno 10 anni di anzianità ed essere fino a Euro 4 massimo per tutte e tre le categorie dello schema.

Sono escluse automaticamente dalla rottamazione quelle Euro 5 del 2009/2010 che hanno già 10 anni di anzianità.

Tutti questi incentivi sono cumulabili con quelli Regionali o Comunali. Assolutamente da tenere d’occhio quindi.

E i fondi? In cauda venenum….

Mentre per elettriche e ricaricaribili (ovvero meno dell’1% dell’attuale parco circolante) ci sono alla data del 2 Agosto oltre 104 milioni, per i motori “tradizionali” a basse emissioni sono rimasti solo 42 milioni (scarsi), dai 50 iniziali stanziati l’altro ieri.

Inutile dire che finiranno in fretta. Non arriveranno certo al 31 Dicembre 2020 come prevede la Legge di Conversione del Decreto Rilancio.

Un fuoco di paglia quindi? Non crediamo, perché in realtà è già stato approvato al Senato il nuovo scostamento di bilancio di 25 miliardi, che assegnerà dai 500 milioni al miliardo al mondo automotive.

I ministri competenti devono emanare in fretta i decreti attuativi che servono a rimpinguare il fondo prima che si esaurisca la dotazione attuale, creando un “buco temporale” nel quale gli operatori del settore e gli automobilisti sarebbero lasciati in balia di una legge “temporaneamente senza soldi”.

Noi vi terremo aggiornati sulla situazione, passo passo…

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