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L’ordine ai Governi è togliere la proprietà delle auto

Uno spettro si aggira in Europa e nei paesi Occidentali: la fine della mobilità privata.

Contestualmente all’aumento vertiginoso dei listini auto che abbiamo osservato negli ultimi 2 anni e mezzo (che rasenta il 30% per alcuni modelli) e l’esclusione recente dalle linee di produzione di moltissimi modelli di city car e segmento B dei vari Marchi, arrivano le direttive del WEF per la politica della mobilità ai Governi. E saranno dolori.

Il World Economic Forum si riunisce a Davos tutti gli anni per indicare ai Governi le politiche economiche da seguire, e detta l’Agenda dei paesi Occidentali. Il suo portavoce Klaus Schwab è stato ricevuto dall’allora presidente del Consiglio Draghi a Novembre 2021 per concordare le risoluzioni del successivo G20, mentre Bill Gates (altro esponente di questo potente organismo internazionale) aveva avuto un Colloquio con Conte durante il lockdown del 2020 per pianificare le restrizioni pandemiche.

Al fine di ridurre la quantità di metalli rari e di difficile estrazione (nichel , cobalto, litio) necessari alla produzione di auto il WEF indica in questo suo documento che linkiamo qui le due azioni principali che dovranno eseguire i Governi per rendere “sostenibile” il sistema secondo loro:

  • aumentare ancora il prezzo di tutti i carburanti, togliendo agevolazioni fiscali, ed aumentando ulteriormente la tassazione su petrolio, gas e carbone
  • rendere i veicoli (e anche le abitazioni) non più di proprietà, ma un bene condiviso fra i vari utenti che pagheranno il servizio del trasporto, senza più possedere il mezzo. Questo verrà realizzato elevando i prezzi delle auto ad un livello tale che la gran parte delle persone non potrà permettersi (e sta già succedendo).

“Le maggiori democrazie del G20 dovrebbero impegnarsi collettivamente a eliminare gradualmente i costi e le agevolazioni fiscali per produzione e consumo di combustibili fossili. Dovrebbero inoltre introdurre un po’ alla volta tariffe più efficienti dei combustibili fossili attraverso tasse o permessi vendibili per coprire i costi dell’inquinamento atmosferico locale, del riscaldamento globale e di altri danni economici” tramite meccanismi di tassazioni sul carbonio in entrata ed uscita dagli stati ( clicca qui dal sito WEF)

L’osservazione che il tempo di utilizzo su strada di una automobile si aggira mediamente intorno al 4% delle 24 ore, ha fatto balenare a questi governanti globali l’idea di un graduale esproprio delle auto, a favore delle piattaforme di condivisione, e della mobilità a piedi.

Che dire, un futuro imminente stranamente sempre più simile al XVIII secolo.

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