La Befana della tradizione non porta il PM10

La Befana della tradizione non porta il PM10 1

I Falò del “Pan e Vin” o “Brujei” stanno suscitando un allarme “sospetto” sull’aumento dei PM10, che portano, come tutti sappiamo, all’inasprimento dei blocchi alla circolazione.

Da domani 7 Gennaio scatta l’allerta Arancio in quasi tutte le città del Veneto (e relativi municipi dell’agglomerato).

In particolare questi rilevamenti dell’Arpav del Veneto che si riferiscono alla serata/nottata del 5 Gennaio fino al 6 mattina, stanno facendo discutere:

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Come si vede i valori spropositati di PM10 si verificano nelle ore seguenti ai falò che generalmente vengono accesi dopo le 18 della sera del 5 Gennaio nel Veneto centrale e orientale. Anche nel veneziano si registrano valori fuori norma in questa nottata (anche se non ai livelli di Treviso), nella stazione a Strada S.Agnese sopra i 250 ng/mc mentre a Pederobba il picco si è fermato a 95 ng/mc alle 19.00 per poi scendere. Nel Veronese dove “se brusa la vecia” il 6 Gennaio, la sera del 5 non si registrano valori spropositati. A Legnago infatti:

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Attestata la correlazione fra aumento spropositato di polveri sottili e falò della befana, vediamo che essa è molto localizzata geograficamente, un po’ a macchia di leopardo (le stazioni del padovano e rodigino non registrano aumenti strani). Quale la spiegazione dare del fenomeno quindi?

Si assiste così in molte città e cittadine all’ammasso di enormi cataste di legna, bancali e ceppi in gigantesche pire (alte anche una decina di metri) che alimentano questi roghi, con un discreto impiego di personale (compresi vigili del fuoco muniti di autobotti). La rincorsa al gigantismo per generare uno spettacolo sensazionale da guardare, più che da partecipare, è certamente correlato a questi valori abnormi di PM10.

Non sarebbe forse più saggio lasciare libere le comunità di continuare le antiche tradizioni, più ecologiche, e proibire le enormi cataste spettacolari che inquinano?

Moreno Menini